Fondazione Luigi Einaudi

Oggetti italianiLuigi Einaudi fu un’importante figura della storia della nazione italiana, la sua importanza è dovuta sia alla sua attività politica sia al suo grande valore intellettuale. Infatti, le sue vaste conoscenze in ambito politico ed economico hanno fatto si che venisse creata in suo onore un’istituzione per studi di politica ed economia: la Fondazione Luigi Einaudi.

Storia della Fondazione

Nel 1964 a Torino alcune delle istituzioni territoriali decisero che fosse arrivato il momento per dar vita ad un’associazione che contenesse al suo interno l’immenso patrimonio culturale italiano sviluppatosi nel campo delle scienze sociali ed economiche. Quest’esigenza si tradusse materialmente con la realizzazione della Fondazione Luigi Einaudi, visto l’immenso interesse rivolto da quest’ultimo ad argomenti di tipo economico e sociologico che ai suoi tempi non godevano di particolare attenzione ma che egli invece raccolse all’interno della sua ampia biblioteca. La Fondazione, finanziata dalla Provincia e dal Comune della città torinese, dalla Cassa di Risparmio, dall’Istituto Bancario San Paolo, dalla FIAT e dalla stessa famiglia Einaudi unitamente alla Banca d’Italia e alla Fondazione Enrico e Agostino Rocca, non si limitò solo a conservare il patrimonio culturale del celebre intellettuale ma si impegnò inoltre a promuoverlo e diffonderlo in modo da farlo diventare un supporto concreto allo sviluppo e al rinnovamento di tutti gli studi in campo economico, storico e sociale. L’associazione è situata attualmente all’interno del Palazzo d’Azeglio, edificio messo a disposizione di quest’ultima dalla FIAT, in Via Principe Amedeo 34.

Sviluppo della Fondazione: promotori e contribuenti

Nel corso degli anni, al fianco degli storici fondatori si sono aggiunti numerosi altri enti che, col loro contributo, hanno favorito la crescita e il successo della Fondazione a livello internazionale. Tra essi si trovano, primo fra tutti, lo Stato nonché la Camera di commercio di Torino, il Ministero dei Beni culturali e la Regione Piemonte, per non parlare dei molteplici enti finanziari privati. Una nota di merito per il successo dell’iniziativa va riconosciuta, inoltre, all’impegno costante di Mario Einaudi, ovvero il primo presidente dell’associazione, e Luigi Firpo, incaricato alla sovraintendenza dell’Archivio storico e della Biblioteca.

Foto: Pier Paolo Sposato – Fotolia

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