Nel 1946, più precisamente il 2 giugno di quell’anno, in Italia un referendum sancì la fine della monarchia e l’avvento di una nuova forma istituzionale, la Repubblica. A questo evento storico contribuirono molteplici personalità italiane di spicco tra le quali si ricorda il celebre Luigi Einaudi, politico, giornalista ed economista della penisola nonché secondo Presidente della Repubblica.
Einaudi: biografia
Questo noto personaggio storico nasce a Carrù, un comune piemontese in provincia di Cuneo, nel 1874. La sua permanenza nel paese natale viene interrotta nel 1888 quando, a causa della morte prematura del padre, è costretto a trasferirsi nella città materna, Dogliani. Egli intraprende la sua carriera scolastica a Savona e successivamente, trasferitosi a Torino presso il convitto nazionale Umberto I, continua il suo percorso didattico al Liceo Classico Cavour nel quale consegue il diploma di maturità a pieni voti. Sempre a Torino frequenta l’università di Salvatore Cognetti de Martiis iscrivendosi al Laboratorio di economia politica. E’ proprio in quest’ambiente universitario che Einaudi inizia a muovere i suoi primi passi nella politica accostandosi ai principi socialisti e offrendo la sua collaborazione alla rivista di Turati, Critica Sociale, durata all’incirca dieci anni, dopo dei quali, stanco ormai delle ideologie socialiste, si avvicina al liberismo. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, nel 1895, Einaudi ottiene una cattedra di insegnamento nella facoltà di Scienze delle Finanze sia nell’ateneo torinese che alla Bocconi di Milano nonché quella di Legislazione ed Economia politica al Politecnico di Torino.
Einaudi: incarichi italiani e internazionali
Tra i tanti impieghi ricevuti nel corso della sua vita Einaudi vanta la nomina di Vice-Presidente dell’Accademia dei Lincei e di socio e membro dell’Accademia torinese delle Scienze e del Consiglio direttivo dell’Istituto italiano per gli Studi Storici. Egli ottenne, inoltre, numerosi incarichi a livello internazionale che comprendono la Presidenza onoraria della International Economic Association e la vicepresidenza dell’Economic History Society. Il giovane intellettuale è stato inoltre molto attivo in ambito giornalistico sotto le testate della Stampa e del Corriere della Sera. Data memorabile nella sua carriera è l’11 maggio del 1948 anno in cui venne nominato, dopo un’attiva carriera politica, Presidente della Repubblica italiana.
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